I Radicali liberi

Alimentazione e Laboratorio

I radicali liberi: moda o emergenza?

Quando si respira, si mangia, ci si muove, il nostro organismo produce radicali liberi.

Il solo pensiero potrebbe lasciarci sgomenti anche perché ormai siamo bombardati da notizie, spesso strumentali, e pubblicità che ci mettono in guardia contro queste misteriose sostanze.

Esse ci vengono spesso presentate, infatti, come responsabili di un miliardo di eventi, tutti sgradevoli, che ci capitano nel corso della nostra vita, dalle malattie degenerative all’invecchiamento. Sembra, e in massima parte è anche vero pur in maniera meno esagerata, che tutta la responsabilità di ogni nostro malanno sia, direttamente o indirettamente, riferita proprio a loro.

Per combattere questi famigerati radicali liberi ci vengono proposte, e qui siamo alla parte nodale del problema, creme di bellezza che dovrebbero annullarne gli effetti nefasti sulla pelle, ovvero integratori alimentari che li combattono dall’interno, ovvero stili alimentari e di vita che ne limitano la produzione.

Insomma i RADICALI LIBERI sono i nuovi nemici da sconfiggere!

Tutti, quindi, ne hanno ormai sicuramente sentito parlare; ma temo che ben pochi sappiano cosa essi siano e perché siano ritenuti così dannosi per la nostra salute. I Radicali Liberi sono composti chimici che si formano naturalmente, ripeto naturalmente, all’interno dell’organismo quando l’ossigeno, tratto dall’ambiente tramite la respirazione, viene utilizzato per produrre energia per mezzo dei processi metabolici.

In ogni cellula del nostro organismo, infatti, avvengono costantemente processi chimici di ossidazione che utilizzano l’ossigeno per “bruciare” il combustibile (nutrienti), al fine di ottenere l’energia necessaria alle funzioni vitali.

I radicali liberi non sono altro che i sottoprodotti di queste reazioni.

Sono composti chimicamente poco stabili e altamente reattivi che, proprio per questo, interagiscono velocemente con l’ambiente che li circonda all’interno dell’organismo stesso, e creano nuovi radicali liberi: può iniziare così una reazione a catena che danneggerebbe irreversibilmente, alla fine, alcuni componenti strutturali della cellula quali le proteine, i lipidi, e lo stesso DNA.

Di fronte alle malattie degenerative, o anche all’invecchiamento, siamo abituati a porre la nostra attenzione solo alle manifestazioni esterne, quelle visibili ovvero quelle macroscopiche.

E come potrebbe essere diversamente?

Ma un tumore che devasta, o la circolazione sanguigna che non è più come prima, o le rughe che cominciano a comparire, o il corpo che ha meno forza, ha origine e si compie a livelli microscopici, sub-microscopici, molecolari, atomici.

Le cellule di cui è costituito il nostro corpo sono formate da molecole che a loro volta sono fatte da atomi. Quindi se gli atomi che compongono i sistemi enzimatici, il Dna, le membrane cellulari, vengono attaccati dai radicali libe-

ri e il danno non viene riparato dagli antiossidanti, inizia il seme del decadimentodelle cellule che, alla lunga, provoca tipi diversi di degenerazioni nell’organismo. Se, per esempio, i radicali liberi danneggiano il collagene e l’elastina, le strutture portanti dell’epidermide, compaiono le rughe. Proprio questa è la ragione per cui, ad esempio, l’esposizione al sole accelera i processi di invecchiamento cutaneo.

Con meccanismi diversi i radicali liberi sono una delle principali cause delle malattie cardiovascolari, di certi tipi di tumore e, in generale, delle malattie degenerative. Fondamentale diventa, a questo punto, il ruolo degli antiossidanti nell’inibire e/o inattivare l’azione devastante dei radicali liberi e adesso appare ancora più chiaro che sono la principale e forse l’unica arma in nostro possesso da usare a scopo preventivo.

Ma anche il nostro organismo, da solo, e… gratuitamente, sa svolgere egregiamente l’azione di difesa.

I sistemi enzimatici antiossidanti vengono prodotti dal nostro corpo e svolgono il loro compito compiutamente e senza intoppi. Sulla loro quantità prodotta o in produzione purtroppo non si può intervenire, essendo governato tutto il processo da un sistema di regolazione interno. Situazioni di stress tuttavia possono alterare il fine sistema, portando ad una ridotta sintesi degli enzimi necessari. Evitare, o meglio, imparare a controllare lo stress è l’unico modo per far funzionare al meglio i sistemi enzimatici antiossidanti interni. Esistono poi gli antiossidanti che introduciamo con gli alimenti e sono spesso specifici per la neutralizzazione dei diversi tipi di radicali liberi. La vitamina C è il cavallo di battaglia degli antiossidanti, forte e instancabile, e si trova nella frutta e nella verdura di colore giallo-rosso e verde intenso.

Poi la vitamina A, presente come tale solo negli alimenti animali, in particolare latte e derivati, uova e fegato.

Il beta-carotene invece, precursore che nell’organismo viene trasformato in vitamina A, abbonda nella frutta e verdura, e anche in questo caso in special modo in quella giallo-rosso e verde scuro. La vitamina E, nome collettivo di un gruppo di sostanze chiamate tocoferoli, è l’antiossidante di elezione per i grassi: si trova nei vegetali e negli oli di semi e di oliva.

Ci sono poi dei sali minerali, il selenio e lo zinco, che partecipano attivamente, in particolare il selenio, all’inattivazione dei radicali liberi.

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Nell’ultimo decennio poi ha assunto sempre più importanza il valore del potere antiossidante dei composti fenolici, presenti in abbondanza in frutta e verdura, nel tè verde, ma anche nel vino, in particolare in quello rosso. Da quando è stata sempre più ribadita l’importanza degli antiossidanti per mantenere un buono stato di salute, esistono in commercio degli integratori alimentari che li contengono. Preparati pubblicizzati per combattere appunto i radicali liberi e l’invecchiamento. Ma la ricerca indica che è l’insieme delle sostanze antiossidanti che funziona, qualcuna isolata non dà lo stesso risultato. La tendenza attuale è quindi di raccomandare il consumo di alimenti naturalmente ricchi  di antiossidanti perché oltre a quelli noti, e per così dire “storici”, elencati sopra, ce ne sono altri nuovi. Abbuffarsi di frutta e verdura è quindi il sistema migliore per conquistarsi una vita “inossidabile”, al riparo degli attacchi dei radicali liberi.

Naturalmente il nostro organismo ha sviluppato nella sua evoluzione dei metodi di difesa molto complessi e delicati, ma queste difese non sono sempre efficaci al 100% nell’eliminare i radicali liberi dall’organismo; esistono infatti delle situazioni, patologiche e non, in cui la produzione di radicali liberi aumenta in modo tale che la “barriera” di difese antiossidanti non è più in grado di neutralizzarli: siamo allora in presenza di uno stress Ossidatívo. Il perdurare del rischio ossidativo, dovuto a queste molecole altamente reattive, può determinare delle reazioni a carico delle strutture cellulari che innescano processi di invecchiamento di tutti i tessuti (e che generano, tra l’altro, invecchiamento della pelle, infiammazioni, perdita di elasticità dei vasi sanguigni, e persino tumori), non immediatamente visibili, ma che si manifesteranno nel corso del tempo. Proprio per questo motivo non è possibile individuare delle sintomatologie imputabili all’eccesso di radicali liberi secondo il classico schema di causa-effetto.

rischio relativo ad un eccesso di radicali liberi, riguarda i giovani; è emerso infatti che i giovani sono sempre più a rischio. Questo si spiega forse col fatto che, se analizziamo lo stile di vita delle nuove generazioni, sono molti gli “errori” commessi dai giovani di oggi e molto si potrebbe fare per evitare l’aumento dei fisiologici livelli di radicali liberi. II frequente consumo di alcolici e di cibi sofisticati, il fumo, i ritmi sempre più frenetici e stili di vita sregolati sono oggi elementi sempre più caratteristici della vita dei più giovani, ma allo stesso tempo sono tra le principali cause di aumento dei radicali liberi.

Non è da sottovalutare inoltre l’effetto negativo dell’inquinamento, che tocca talvolta livelli molto alti, e delle prolungate esposizioni solari o alle lampade UV, per raggiungere l’agognata tintarella. Per ovviare a tutto ciò e per aiutare le moderne generazioni, e non solo loro, a contrastare in modo efficace l’eccesso e gli effetti dei radicali liberi è necessario che l’alimentazione sia ricca di cibi con elevato contenuto di antiossidanti, senza rinunciare ad adeguati periodi di relax psico-fisico. Chi è troppo sedentario dovrà prevedere anche un’attività fisica regolare, ma senza esagerare in quanto l’esercizio fisico troppo intenso può avere, soprattutto nei confronti degli “atleti della domenica”, effetti peggiori della sedentarietà in termini di aumento dei radicali liberi. Sono sempre più numerosi gli studi volti ad evidenziare le tecniche analitiche finalizzate alla determinazione del grado di stress ossidativo dell’organismo, attraverso la rilevazione della quantità di radicali liberi presenti nel sangue. Proprio da questi studi è emersa una stringente correlazione tra l’aumento di radicali liberi e la presenza di diversi fattori scatenanti quali il fumo di sigaretta, lo stress psico-fisico, l’inquinamento ambientale, l’assunzione di certi farmaci, malattie (allergie, infiammazioni, infezioni, ipertensione, diabete, ecc.), l’eccessiva esposizione solare, regimi alimentari non bilanciati e diete dimagranti drastiche, e anche un’ attività fisica molto intensa. In tutti questi casi quindi si rende utile l’apporto esterno di agenti antiossidanti in grado di disattivare o stabilizzare i radicali liberi prima che attacchino la cellula, senza dimenticare che anche normali condizioni di salute non mettono completamente al riparo dallo stress ossidativo. Va anche sottolineato che l’efficienza del sistema antiossidante dell’organismo diminuisce fisiologicamente con l’età, e ciò conduce ad un aumento del rischio di patologie età-dipendenti. Le sostanze vegetali rappresentano la principale fonte di sostanze antiossidanti, non solo per il loro contenuto vitaminico, ma soprattutto per la presenza di miscele complesse e uniche di composti chimici, come i flavonoidi e i polifenoli. Ci sono infatti numerose evidenze scientifiche che dimostrano come una dieta ricca di frutta e verdura possa ridurre il rischio di patologie croniche e degenerative, non tanto in relazione alle vitamine contenute, ma al fitocomplesso di antiossidanti e all’azione concertata di diversi composti chimici. Gli oligoelementi come Selenio, Zinco, Rame, eccetera, talvolta indicati come antiossidanti, non possiedono di per sé questa attività, ma sono tuttavia necessari per garantire la funzionalità dei sistemi antiossidanti dell’organismo.

Tra le piante officinali sono molte quelle che possono aiutarci a combattere lo stress ossidativo; in particolare da alcuni studi scientifici effettuati, alcune piante, come il The verde, hanno confermato di possedere una grande capacità antiossidante, ma contemporaneamente è emerso che anche molte altre piante, come la Cannella, il Timo, l’Origano, la Salvia, il Rosmarino, possiedono questa capacità in grado elevato, oltre alla Propoli (sostanza elaborata dalle api a partire da resine e altre sostanze vegetali) che si è rivelata essere in assoluto la più potente.

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Dr Giovanni Rechichi